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OLIMPIA PARISI

Olimpia Parisi Biografia Olimpia Parisi, madre e educatrice, ha sempre nutrito una profonda passione per la lettura e per il mondo del giallo, con le sue trame fitte di misteri, segreti e colpi di scena. Così, ha deciso di oltrepassare la soglia della lettura per diventare autrice, trasformando la curiosità e l’immaginazione in strumenti di racconto. Il suo primo romanzo giallo è un progetto coltivato con dedizione, frutto di studio, ricerche intense e dal desiderio di intrecciare trame in cui logica ed emozione si fondono in perfetto equilibrio.A fare da sfondo alla sua fantasia c’è Napoli, la sua città natale: vivace, contraddittoria, intrisa di storia e umanità. Con la sua scrittura, racconta una Napoli autentica, dove la cultura, la luce e la simpatia della sua gente si intrecciano con l’ombra del mistero.Olimpia ritiene che “Ogni storia è un piccolo enigma da risolvere, e ogni mistero è una verità che chiede di essere scoperta.” Per restare in contatto con l’autrice: Instagram: olimpiadana Email: olimpia1.parisi@libero.it Conosciamo meglio Olimpia Parisi 1. Qual è stata la scintilla che ha acceso in te la voglia di creare una tua storia? Per una serie di ragioni legate alla mia salute, la mia vita ha dovuto fermarsi in molti modi. Tante cose, che un tempo mi erano naturali, oggi mi sono precluse. Ho cercato qualcosa che potesse ancora darmi un senso di pienezza, qualcosa che mi facesse sentire viva e che si sposasse con le mie passioni ed esigenze. Ho trovato rifugio nella scrittura, e da lì è nata questa storia. La mia piccola finestra sul mondo, un modo per respirare, per trovare pace e soddisfazione. 2. Da dove o da cosa nasce la passione per il mondo del giallo e del crime? Quali sono gli aspetti che più ti affascinano e hai cercato di riportare nella tua scrittura? La passione per la lettura mi è stata trasmessa dai miei genitori, ma la mia inclinazione verso i generi più misteriosi nasce dalla mia psiche. La mia anima è attratta dall’ignoto, da ciò che si cela tra le righe, da ciò che non tutti riescono a vedere, sentire o percepire. In questo romanzo ho voluto giocare con il lettore: il mio intento è condurlo alla risoluzione del caso con stupore, affinché solo allora si accorga che la verità era sempre stata davanti ai suoi occhi. 3. Cosa significa per te poter condividere questa passione con tua figlia e intrecciare i vostri destini in un cerchio senza fine? Ho trasmesso alla mia bambina le mie passioni, che sono diventate anche sue, e lei le ha trasformate in un lavoro fatto con amore e dedizione. Vederla seguire il proprio cammino, nutrendo quell’interesse che le ho donato, è una gioia che va oltre le parole. Se non è questa una delle più grandi soddisfazioni che la vita da madre possa offrire, cos’altro potrebbe esserlo? 4. Svelaci una curiosità sulla tua vita da Artefice di storie e una sul tuo essere anche Custode di storie. Curiosità sulla vita da Artefice: ho voluto trasferire nella mia penna la passione per il mistero e la mia Napoli. Ho tentato di tener fede agli aspetti tipici del giallo: suspense, plot twist, coinvolgimento del lettore… e ho cercato di mostrare la mia città natale a trecentosessanta gradi: storia, cultura, paesaggi, profumi… Spero di aver vinto la duplice sfida che mi sono imposta. Saranno i lettori a dirmelo. Curiosità da Custode di storie: ricordo che da piccola, stimolata da mamma, leggevo dappertutto, anche insegne e cartelloni pubblicitari. Crescendo, quando avevo tempo, prendevo i libri di mia madre: Harmony, Liala, Danielle Steel. Poi ho cominciato a leggere i grandi classici. Ricordo che, in edicola, venne messa in commercio una raccolta con le copertine antiche; li acquistai e li lessi tutti. Seguì il periodo del mistero, di ciò che c’è dopo la morte, degli spiriti, e leggevo quanto più possibile al riguardo. Non ricordo come e quando passai a leggere Patricia Cornwell, e il genere giallo vinse su tutti. Per una serie di ragioni legate alla mia salute, la mia vita ha dovuto fermarsi in molti modi. Tante cose, che un tempo mi erano naturali, oggi mi sono precluse. Ho cercato qualcosa che potesse ancora darmi un senso di pienezza, qualcosa che mi facesse sentire viva e che si sposasse con le mie passioni ed esigenze. Ho trovato rifugio nella scrittura, e da lì è nata questa storia. La mia piccola finestra sul mondo, un modo per respirare, per trovare pace e soddisfazione. La passione per la lettura mi è stata trasmessa dai miei genitori, ma la mia inclinazione verso i generi più misteriosi nasce dalla mia psiche. La mia anima è attratta dall’ignoto, da ciò che si cela tra le righe, da ciò che non tutti riescono a vedere, sentire o percepire. In questo romanzo ho voluto giocare con il lettore: il mio intento è condurlo alla risoluzione del caso con stupore, affinché solo allora si accorga che la verità era sempre stata davanti ai suoi occhi. Ho trasmesso alla mia bambina le mie passioni, che sono diventate anche sue, e lei le ha trasformate in un lavoro fatto con amore e dedizione. Vederla seguire il proprio cammino, nutrendo quell’interesse che le ho donato, è una gioia che va oltre le parole. Se non è questa una delle più grandi soddisfazioni che la vita da madre possa offrire, cos’altro potrebbe esserlo? Curiosità sulla vita da Artefice: ho voluto trasferire nella mia penna la passione per il mistero e la mia Napoli. Ho tentato di tener fede agli aspetti tipici del giallo: suspense, plot twist, coinvolgimento del lettore… e ho cercato di mostrare la mia città natale a trecentosessanta gradi: storia, cultura, paesaggi, profumi… Spero di aver vinto la duplice sfida che mi sono imposta. Saranno i lettori a dirmelo. Curiosità da Custode di storie: ricordo che da piccola, stimolata da mamma, leggevo dappertutto, anche insegne e cartelloni pubblicitari. Crescendo, quando avevo tempo, prendevo i libri di mia madre: Harmony, Liala, Danielle Steel. Poi ho cominciato a leggere

Foto di Samantha Garbero, autrice de La Dama Edizioni
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SAMANTHA GARBERO

Samantha Garbero Biografia Samantha Garbero, madre e collaboratrice sportiva, ama imprimere su carta le sfumature più dark dell’universo paranormale. Nel 2022 decide di lanciarsi nel mondo dell’editoria self, pubblicando il suo primo romanzo, “L’origine del male”, tradotto anche in inglese con il titolo “Evil’s fire” (2023). Negli anni successivi partecipa a concorsi letterari e si aggiudica la pubblicazione di diversi racconti in varie antologie. A dicembre 2023 crea un quaderno interattivo di scrittura, lettura e disegno per i piccoli sognatori dal titolo “La magia del Natale”. “A luci soffuse” (2024) è il suo Decameron horror, un’opera nata dalla passione per le storie tetre e le ambientazioni sinistre, perfetta per la notte di Halloween. Esperimento di scrittura che ha riscontrato successo inatteso è “Sussurri oltre il velo” (2025), un diario intimo, familiare, in collaborazione con sua nonna; un mémoire paranormale che fonde brividi e sentimento. Attualmente, il suo ultimo progetto self è la creazione di una raccolta per gli amanti dell’horror dal titolo “Dossier dell’orrore” (2026 – in corso). Piccoli volumi incentrati sul mondo del paranormale e dell’occulto, che abbracciano credenze e miti, moderni e folkloristici, per concludersi poi con un racconto breve e inedito dell’autrice. Per restare in contatto con l’autrice: Instagram: samsevil_autrice Tik tok: samanthaautrice Facebook e YouTube: Samantha Autrice Email: samanthaautrice@hotmail.com Conosciamo meglio Samantha Garbero 1. Da dove o da cosa nasce la passione per il mondo paranormale? Quali sentimenti ti suscita indagare negli aspetti più tetri della fantasia umana? La mia passione per il paranormale nasce dalla profonda curiosità e dal desiderio di esplorare ciò che va oltre la realtà che conosciamo. Addentrarmi negli aspetti più oscuri dell’immaginazione umana mi suscita emozioni intense, che spaziano dalla paura allo stupore. Per me non è solo un viaggio nel mistero del mondo occulto, ma è un’esperienza che arricchisce e mi sprona a crescere, sia sul piano personale che creativo. 2. Nei tuoi romanzi non manca mai la componente amorosa; quanto è importante per te l’amore nella vita e nelle storie? Nei miei romanzi, anche quando l’atmosfera è cupa e abitata da presenze inquietanti, l’amore trova sempre uno spazio per una scelta narrativa e personale: credo sia una delle forze più potenti che esistano. In un contesto dove l’oscurità è spesso protagonista, che sia metaforica o soprannaturale, l’amore diventa un contrasto necessario; un filo di luce che attraversa le tenebre. A volte è solo una scintilla fragile e incerta, ma abbastanza forte da indicare l’unica via di salvezza.Anche nella mia vita ha avuto questo ruolo: mi ha sostenuto nei momenti più difficili e mi ha profondamente cambiata. Ecco perché nelle mie storie auspico che i personaggi pur attraversando l’oscurità, la paura e il dolore, possano trovare in questo forte sentimento non solo un rifugio, ma la speranza e il coraggio di lottare per la propria felicità, anche quando tutto sembra perduto. 3. Secondo te, quali sono gli ingredienti che deve avere un buon romanzo per rimanere nel cuore dei lettori? Un romanzo per entrare davvero nel cuore del lettore deve essere autentico, raccontare qualcosa di vero anche quando è finzione. Mi piacciono le storie crude, viscerali, che non hanno paura di mostrare l’orrore del mondo paranormale e umano. Un buon libro ha bisogno anche di originalità, di creare tensione e quella scintilla che riesca a far scattare qualcosa di inspiegabile ma così devastante da lasciare un segno indelebile nell’animo. 4. Svelaci una curiosità sulla tua vita da Artefice di storie e una sul tuo essere anche Custode di storie. Curiosità sulla vita da Artefice: amo sorprendere; in ogni romanzo cerco sempre di inserire un elemento misterioso, qualcosa di paranormale che strisci tra le righe, pronto a spiazzare e a insinuare dubbi… Mi piace giocare con l’invisibile perché credo che il mistero sia una delle forme più potenti e affascinanti in campo narrativo. Curiosità da Custode di storie: tutto è cominciato prestissimo. Da quando ho imparato a leggere non ho più smesso. Sono passata dai Piccoli Brividi ai “mattoni” di Stephen King nel giro di pochi anni, divenendo una lettrice compulsiva: leggo ovunque, appena posso. Ed è proprio questo amore per i libri che ha acceso in me la passione della scrittura. Oggi mi dedico alla creazione di nuove storie con dedizione, impegno e studio. Cerco di restituire ai lettori quella magia che io stessa ho ricevuto da altre penne. La mia passione per il paranormale nasce dalla profonda curiosità e dal desiderio di esplorare ciò che va oltre la realtà che conosciamo. Addentrarmi negli aspetti più oscuri dell’immaginazione umana mi suscita emozioni intense, che spaziano dalla paura allo stupore. Per me non è solo un viaggio nel mistero del mondo occulto, ma è un’esperienza che arricchisce e mi sprona a crescere, sia sul piano personale che creativo. Nei miei romanzi, anche quando l’atmosfera è cupa e abitata da presenze inquietanti, l’amore trova sempre uno spazio per una scelta narrativa e personale: credo sia una delle forze più potenti che esistano. In un contesto dove l’oscurità è spesso protagonista, che sia metaforica o soprannaturale, l’amore diventa un contrasto necessario; un filo di luce che attraversa le tenebre. A volte è solo una scintilla fragile e incerta, ma abbastanza forte da indicare l’unica via di salvezza.Anche nella mia vita ha avuto questo ruolo: mi ha sostenuto nei momenti più difficili e mi ha profondamente cambiata. Ecco perché nelle mie storie auspico che i personaggi pur attraversando l’oscurità, la paura e il dolore, possano trovare in questo forte sentimento non solo un rifugio, ma la speranza e il coraggio di lottare per la propria felicità, anche quando tutto sembra perduto. Un romanzo per entrare davvero nel cuore del lettore deve essere autentico, raccontare qualcosa di vero anche quando è finzione. Mi piacciono le storie crude, viscerali, che non hanno paura di mostrare l’orrore del mondo paranormale e umano. Un buon libro ha bisogno anche di originalità, di creare tensione e quella scintilla che riesca a far scattare qualcosa di inspiegabile ma così devastante da lasciare un segno indelebile nell’animo. Curiosità sulla vita

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MAYA FREIHEIT

Maya Freiheit Biografia Maya Freiheit è lo pseudonimo di un’autrice italiana, amante della scrittura e delle buone letture. A quattordici anni ha iniziato a imprimere la fantasia della sua mente sui fogli e da allora non ha più smesso. Dice di lei: “Ci sono libri pericolosi che non vanno aperti impunemente. Sei pronto a sbirciare nella mia testa? Porta quasi all’eresia, è considerata pazzia. Ecco come sono, un mix di citazioni oscure della Nona Porta e la follia esagerata di Alice nel Paese delle Meraviglie.” Per restare in contatto con l’autrice: Instagram: maya.freiheit Tik tok: maya_freiheit Email: mayafreiheit.author@gmail.com Conosciamo meglio Maya Freiheit 1. Qual è stato il momento in cui ti sei resa conto di aver creato qualcosa di speciale? Grazie a chi o a cosa si è accesa in te la scintilla per credere in ciò che stavi scrivendo? Non è una domanda semplice perché non c’è stato un singolo momento, più una serie di piccoli eventi che mi hanno indotta a credere che quello che usciva dalla mia tastiera era qualcosa di unico. La scintilla della fiducia nei miei testi, in particolare per la trilogia, è arrivata da due persone, due sorelle acquisite: una è la mia primissima fan e sostenitrice – Chiara – lei ha creduto che la storia di Kristen e Will avesse del potenziale già nella versione embrionale; la seconda, oltre a essere una grandissima amica, è anche la mia editor, e ora editore, – Annie – a lei devo molto perché continua a sostenermi e a credere nelle mie capacità, più di quanto riesca a fare io stessa. 2. Da scrittrice di Dark Romance, ti andrebbe di condividere con noi le tue opinioni in merito a questo sottogenere tanto apprezzato ma ugualmente criticato? Sono dell’idea che non siano molte le autrici capaci di scrivere realmente romanzi del sottogenere Dark. Spesso viene confuso con i Mafia oppure con i Paranormal dalle stesse scrittrici – e talvolta anche da alcune case editrici, portando i lettori – specie i più inesperti – a confondere le dinamiche. Una cosa fondamentale che ho sempre sostenuto è che il Dark non dovrebbe essere letto da tutti, poiché molte delle tematiche trattate si possono comprendere appieno solo in età adulta, con una certa maturità psicologica. 3. Quali sono i due tropes che più preferisci tra quelli presenti in Lügen? E perché? I tropes che più mi stanno facendo impazzire – in senso buono – all’interno della Trilogia sono Shared Past ed Emotional Scars, poiché le scene che comprendono questi tropes sono quelle che hanno un livello sentimentale più alto, e anche una progettazione più complessa tra date ed eventi. 4. Svelaci una curiosità sulla tua vita da Artefice di storie e una sul tuo essere anche Custode di storie. Curiosità sulla vita da Artefice: fino a qualche anno fa, scrivevo solo di notte e trovavo impensabile riuscirci con il sole, adesso lo faccio solo di giorno, la notte devo riposare. Curiosità da Custode di storie: sono molto esigente nella lettura nonostante riesca ad abbracciare più generi; tutte le storie devono essere scritte da mani esperte. Ahimè, mi è stato attaccato il morbo dell’editor, e ogni qualvolta leggo un testo che non è stato editato o lo è stato fatto con superficialità, me ne rendo conto e mollo all’istante il libro. Non è una domanda semplice perché non c’è stato un singolo momento, più una serie di piccoli eventi che mi hanno indotta a credere che quello che usciva dalla mia tastiera era qualcosa di unico. La scintilla della fiducia nei miei testi, in particolare per la trilogia, è arrivata da due persone, due sorelle acquisite: una è la mia primissima fan e sostenitrice – Chiara – lei ha creduto che la storia di Kristen e Will avesse del potenziale già nella versione embrionale; la seconda, oltre a essere una grandissima amica, è anche la mia editor, e ora editore, – Annie – a lei devo molto perché continua a sostenermi e a credere nelle mie capacità, più di quanto riesca a fare io stessa. Sono dell’idea che non siano molte le autrici capaci di scrivere realmente romanzi del sottogenere Dark. Spesso viene confuso con i Mafia oppure con i Paranormal dalle stesse scrittrici – e talvolta anche da alcune case editrici, portando i lettori – specie i più inesperti – a confondere le dinamiche. Una cosa fondamentale che ho sempre sostenuto è che il Dark non dovrebbe essere letto da tutti, poiché molte delle tematiche trattate si possono comprendere appieno solo in età adulta, con una certa maturità psicologica. I tropes che più mi stanno facendo impazzire – in senso buono – all’interno della Trilogia sono Shared Past ed Emotional Scars, poiché le scene che comprendono questi tropes sono quelle che hanno un livello sentimentale più alto, e anche una progettazione più complessa tra date ed eventi. Curiosità sulla vita da Artefice: fino a qualche anno fa, scrivevo solo di notte e trovavo impensabile riuscirci con il sole, adesso lo faccio solo di giorno, la notte devo riposare. Curiosità da Custode di storie: sono molto esigente nella lettura nonostante riesca ad abbracciare più generi; tutte le storie devono essere scritte da mani esperte. Ahimè, mi è stato attaccato il morbo dell’editor, e ogni qualvolta leggo un testo che non è stato editato o lo è stato fatto con superficialità, me ne rendo conto e mollo all’istante il libro. Lügen – Mentire per trovarsi – Maya Freiheit €18,00 IVA inclusa Aggiungi al carrello

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